Centro di ascolto

Servizio Caritas Immigrati trasformato in Centro d'Ascolto Diocesano

Per far fronte al'arrivo degli immigrati nel nostro territorio, nasce il 4 dicembre 1989 il Servizio Caritas Immigrati. Viene aperto tale Servizio per gli immigrati perchè era l'unica fetta di popolazione non assistita dallo Stato. L'apertura lungimirante del Servizio, incrocia dopo solo pochi giorni la prima legge sull'immigrazione. Con il passare degli anni le risorse del Sevizio pubblico si sono assottigliate e nei primi anni 90, non venivano più assistiti gli italiani non residenti nei diversi Comuni compresi nel territorio della Diocesi. Per tale motivo, come in molte altre Diocesi, viene cambiato il nome al Servizio. Nasce il Centro d'ascolto Diocesano, che soprattutto negli anni della crisi, e con le risorse del Sociale ridotte al minimo si occuperà sempre di più degli italiani residenti nel territorio della Diocesi. In questi ultimi anni il Servizio è diventato una porta aperta sulla città, che ha contribuito a scrivere storie a lieto fine ma ha dovuto affrontare anche tanti fallimenti. Il Centro fa dell'ascolto il suo modo proprio di esercizio e ne conseguono le funzioni specifiche: presa in carico e definizione di un progetto di aiuto, orientamento delle persone verso una rilettura delle reali esigenze, e la ricerca delle soluzioni e dei servizi più adeguati, accompagnamento presso i vari servizi nel territorio, attivazione di tutte le risposte possibili ed infine prima risposta per i bisogni più urgenti, sempre attraverso il coinvolgimento delle comunità parrocchiali e del territorio.

Le richieste presentate al Centro d'Ascolto vanno dall'aiuto per una situazione di disagio, alla necessità di evidenziare una situazione problematica, di avere spiegazioni sul funzionamento dei servizi ma anche di contributi economici per il pagamento di bollette o contributi per l'affitto, aiuto per la compilazione dei documenti, richiesta urgente di un posto letto, di un buono pasto o di pannolini e latte in polvere, di un buono per esami medici o farmaci.

Qualunque sia la strada che conduce un uomo al centro d'ascolto, il tentativo che ogni giorno si fa non è quello di dare una risposta immediata e sbrigativa, quanto piuttosto di capire i motivi, la storia, ma soprattutto l'uomo. Dopo una giornata o un'ora dedicata all'ascolto non siamo più gli stessi, gli altri non entrano ai centri d'ascolto, non entrano nelle case d'accoglienza: entrano nella nostra vita. Il nostro mondo è un altro, non è fatto di posti letto vuoti od occupati: ascoltare accogliere è far posto nella nostra vita agli altri. Ascoltare non è giudicare, organizzare o semplificare. Ascoltare è mettersi anima, cuore e cervello davanti a chi bussa. Chi bussa alla porta del centro d'ascolto spesso ha con se una croce più grande della stanza dove ti trovi, e allora non sai neanche come prenderla quella croce, devi solo accontentarti di vedere quanto è grande e provare a vedere se puoi renderla leggera. Sapere raccogliere ogni giorno la voce che si eleva dalle strade di questa nostra città non è un'impresa facile, non ci basta avere dei luoghi d'ascolto, delle persone capaci di ascoltare: una volta ascoltata ogni croce va poi portata, presa, accompagnata. Per ogni uomo va poi trovato un luogo in cui l'ascolto si trasforma in una condizione più stretta, luoghi in cui le parole lasciano spazio a gesti concreti, semplici, fatti di una condivisione quotidiana. 

In tutti questi anni il Centro d'ascolto ha condiviso tutto questo con tanti giovani: obbiettori di coscienza, ragazze del servizio civile, i giovani volontari del Punto di Ristoro Sociale. Importanti sono stati anche i periodi di tirocinio che alcuni giovani che frequentano la Scuola di Servizio Sociale o Scienze dell'Educazione hanno voluto fare al Centro d'ascolto. Fino a qualche anno fa era impensabile pensare tali esperienza e che venissero fatte delle tesi di laurea proprio sui nostri servizi. Ed è proprio dal lavoro delle tesi di laurea di alcuni di loro che è stato possibile ricostruire la storia dei nostri servizi: per tale lavoro abbiamo consultato le tesi di Silvia, Elisa, Agnese, Petra e Nicoletta, tutte ragazze che a vario titolo hanno continuato a collaborare con la nostra Caritas Diocesana.

 

Centro di Ascolto

VIA MONTEMALBE 1, PERUGIA

Responsansibile del Centro di Ascolto

Ass. Soc. Silvia Bagnarelli

Numeri di telefono 075 5723851 - 075 5733666

E-mail: info@caritasperugia.its.bagnarelli@caritasperugia.it

 

Orario di apertura del  Centro di Ascolto

Ore 9-12:30 dal lunedi al venerdì la mattina
Ore 15-18  il giovedì anche il pomeriggio solo su appuntamento

 

 

Consultorio Medico 

Il Consultorio medico è aperto il martedi mattina ed il venerdì mattina dalle 9 alle 11

 

Assistenza Legale

Per maggiori informazioni chiedere al Centro di Ascolto

 

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