«Possa ciascuno sperimentare la misericordia del Padre, per portare questo dono ai fratelli»

 

L’augurio di buon Natale e di un buon Anno giubilare del direttore della Caritas diocesana:

«Possa ciascuno sperimentare la misericordia del Padre, per portare questo dono ai fratelli»

 

Cari lettori,

desidero arrivi a ciascuno l’augurio non solo di un buon Natale, ma di un buon Anno giubilare. Possa ciascuno sperimentare la misericordia del Padre, per portare questo dono ai fratelli.

L’anno trascorso ci consegna molte macerie vicine e lontane, dalla finanza all’economia reale, dal crollo delle banche italiane alle stragi di Parigi, dai bambini morti nel Mediterraneo a quelli che ogni giorno muoiono per fame, dagli episodi di corruzione vicini alla nostra terra fino a quelli più lontani.

Il villaggio globale che tutti leggiamo attraverso la rete, sembra essere capace di raccontare davvero solo il male, il dolore. Eppure ogni giorno, un mondo silenzioso mostra il volto misericordioso di Dio a tanti piccoli che soffrono la fame, la malattia, la perdita del lavoro, dei risparmi, della dignità.

Il Giubileo straordinario voluto da papa Francesco nel cuore di questo tempo, in cui tante ombre si sollevano come fantasmi, ci ricorda che possiamo fidarci del Padre perché ci ha amato così tanto, da mandare il suo unico Figlio tra noi..., a morire per noi, tanto grande è la sua misericordia per noi.

Non avere paura... ecco l’invito ad andare incontro agli altri così come egli è venuto incontro a noi: povero, in una mangiatoia, senza titoli, senza casa, senza averi, ma con la Luce del suo amore che ancora oggi è capace di scaldare la notte di chi ha perso tutto e non con una parola vuota, ma con una presenza.

Dio si è fatto come noi... per farci come lui. Ci ha amato per primo, perché amassimo come lui. Siamo chiamati ad uscire dalle nostre paure e dalle nostre certezze per aprirci agli altri, essere misericordiosi come Dio è misericordioso con ciascuno di noi.

Significa passare da uno sguardo superficiale, anonimo, distratto, supponente, ad uno sguardo che si interroga fino alle viscere davanti al fratello che ho accanto: perché quest’uomo è scappato da quel paese lontano? Perché questa donna si è lasciata sedurre dal gioco? Perché questi bambini sono senza nessuno? Perché quella donna sola piange alla stazione?

E dopo essersi lasciati interrogare, arrivare a farsi commuovere, toccare le viscere..., ma non per un sentimentalismo ma perché come dice san Giovanni possiamo amare con i fatti e nella verità. A che servirebbe un cuore che si commuove se poi non si muove, non muove?

«Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane il lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole ne con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (I lettera San Giovanni 3,16-18).

Desidero ringraziare la misericordia di quanti ho incontrato nel mio cammino, piccoli e grandi, perché il loro amore fascia ogni giorno in silenzio le ferite di un’umanità dolente, si tratti di profughi, italiani, anziani, bambini.

 

Un cuore che ama non chiede nazione, età, professione...

Un cuore che ama non misura ciò che dona...

Non giudica, non si abbatte, non si stanca...

E sopratutto cerca che ogni uomo possa entrare nel grande mistero della misericordia di Dio, per contemplare il volto di Gesù. "Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo "

Nel cammino verso la Luce, verso il Natale, siamo tutti in cammino come i Magi guidati dalla stella, insieme a chi è provato dal dolore e cerca Misericordia, trovandola a volte grazie a donne e uomini capaci con il loro silenzioso ‘SI’ di essere testimoni dell’amore di Dio.

Dedico a Nilly, alla sua storia, a tutti quelli che arrivano per caso alle nostre porte, portati dal vento o da qualche samaritano, un Buon Natale, e che per lei, come per tutti, il volto di Gesù sia la luce nella notte, attraverso i piccoli volti imperfetti di tante silenziose presenze.

 

 

Daniela Monni