Ascoltare anche i giovani su quanto sta accendo in Siria

La Caritas di Perugia-Città della Pieve al 40° Convegno nazionale delle Caritas diocesane.

Il direttore Giancarlo Pecetti: «Ascoltare anche i giovani su quanto sta accendo in Siria.
Ci prepariamo ad accogliere una seconda famiglia siriana che giungerà con il corridoio umanitario»

Abano Terme (Pd) - «Ascoltando diversi giovani, soprattutto le loro esperienze di prossimità e condivisione con quanti si rivolgono alle Caritas per essere aiutati, come non pensare ai loro coetanei che animano con gratuità le nostre opere segno-strutture di accoglienza e i nostri Empori della Solidarietà?». Se lo è chiesto il direttore della Caritas di Perugia-Città della Pieve, diacono Giancarlo Pecetti, partecipando al 40° Convegno nazionale delle Caritas diocesane “Giovane è… #una comunità che condivide”, promosso dalla Caritas italiana, in svolgimento ad Abano Terme dal 16 al 19 aprile.

La grande pedagogia della pace.

Il diacono Pecetti, riflettendo anche su uno dei quesiti rivolti dai giornalisti al cardinale Gualtiero Bassetti, intervenuto al convegno Caritas come presidente della Cei, «i giovani potrebbero fare qualcosa per chiedere la pace alla luce di quanto sta accadendo in Siria?», è certo, parafrasando il suo arcivescovo, che «bisogna ascoltare i giovani», perché, ha precisato, «nuovamente è messa in pericolo la pace, il futuro del mondo che è affidato alle giovani generazioni. I giovani sono parte integrante della famiglia umana chiamata ad una maggiore accoglienza e integrazione reciproca e loro in questo possono fare molto sentendosi sempre più cittadini del mondo. Come ha detto il cardinale Bassetti, “Dio ha creato un’unica famiglia umana e i suoi problemi vanno affrontati non dall’alto, non partendo da ipotetici interessi delle nazioni, ma dalle necessità della stessa famiglia umana. Se non si parte da questa visione, vivremo sempre di contrapposizioni e sempre nel dover difendere il ‘mio’ dal ‘tuo’. Finché non c’è questa solidarietà in cui tutti difendiamo insieme il ‘nostro’, non ci sarà pace. Questa è poi la grande pedagogia della pace”».
Segno di pace accogliere chi fugge dalla guerra.
Come segno di condivisione, solidarietà e pace la Caritas perugina ha annunciato ad Abano Terme che accoglierà, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, una seconda famiglia proveniente dalla Siria attraverso il corridoio umanitario attivato da Caritas italiana e Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con il Ministero dell’Interno. «Il corridoio umanitario – commenta Pecetti – è la via maestra che evita a tante persone (ad oggi 2mila famiglie) di fare viaggi in condizioni disumane e carichi di pericoli».

Appello alla generosità per un’opera di bene.

Questa famiglia, che si aggiunge alla prima arrivata a Perugia nel 2016 e tutt’ora ospitata in un immobile della parrocchia di Santa Maria di Colle, sarà accolta con dignità grazie alla Comunità Magnificat che ha messo gratuitamente a disposizione un alloggio in pieno centro storico. «Nel poterla accogliere al meglio – auspica il direttore – confidiamo nella Provvidenza che, come sempre, non sarà avara, e nell’aiuto di tante persone di buona volontà che desidereranno concorrere a quest’opera di bene». Donazioni in denaro possono essere fatte alla Caritas diocesana attraverso bonifico bancario (Iban: IT 28 S 05704 03000 000000071452), specificando nella causale: “famiglia siriana 2”. «Madre Teresa diceva che le “gocce fanno il mare” – ricorda sempre il diacono Pecetti – e tante gocce mensili di piccole donazioni personali siamo certi che riusciranno a sostenere questi nostri fratelli in fuga dalla guerra».
Uscire dall’“inferno della Siria”.
«Vogliamo dare la possibilità ad un’altra famiglia di uscire dall’“inferno della Siria”, come l’ha definito di recente il cardinale Bassetti – evidenzia il direttore della Caritas – e riaccendere la speranza per due genitori e i loro figli in una nuova vita grazie all’amore di una Chiesa sorella. E’ un segno importante per la nostra Chiesa che ha da sempre uno sguardo attento ai propri poveri e a tutte le povertà del mondo».
«Andremo ad accogliere questa famiglia siriana all’aeroporto di Fiumicino, che giungerà dal Libano dove attualmente si trova – annuncia Pecetti –. Ci accompagnerà Hussam della famiglia siro-cattolica ospitata nella parrocchia di Santa Maria di Colle, che ci farà servizio di interprete perché “il bene è contagioso” e chi riceve del bene poi desidera in qualche modo donarlo».

Gli eventi su “Il dramma dei cristiani in Medio Oriente - Testimoni dalla Siria”.

Intanto a Perugia, il 20 e il 21 aprile - segnala la Caritas -, la Chiesa diocesana, il Comitato Nazarat e l’Associazione culturale Esserci daranno vita ad alcune iniziative, che hanno ricevuto il patrocinio del Comune di Perugia e di “Aiuto alla Chiesa che soffre Onlus”, per richiamare l’attenzione della cittadinanza sul dramma delle popolazioni sofferenti in Medio Oriente, in particolare in Siria.
Venerdì 20, alle ore 21, in piazza IV Novembre, si terrà un momento di preghiera organizzato dal Comitato Nazarat di Perugia e la duecentesca Fontana Maggiore, il monumento simbolo della città, sarà illuminata di rosso, colore del sangue dei martiri, e diventerà luogo di raccoglimento e vicinanza alle popolazioni della Siria. Sabato 21, alle ore 17, presso la Sala del Dottorato delle Logge della cattedrale di San Lorenzo, si terrà la conferenza dal titolo: “Il dramma dei cristiani in Medio Oriente - Testimoni dalla Siria”. Interranno il cardinale Gualtiero Bassetti, Alessandro Monteduro, direttore “Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus”, Gian Micalessin, giornalista inviato di guerra, Ayman Haddad, siriano, docente di Lingua e cultura araba, e padre Giuseppe Battistelli ofm, commissario di Terra Santa per l’Umbria.

Riccardo Liguori