I giovani si preparano all’evento: X mille strade, verso Roma

Perugia: I giovani si preparano all’evento “X mille strade, verso Roma”, in pellegrinaggio a piedi per incontrare papa Francesco (11-12 agosto), in vista del Sinodo di ottobre

Tra una settimana, sabato 4 agosto, 140 ragazzi e ragazze dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve inizieranno il loro pellegrinaggio a piedi verso Roma, percorrendo più di 110 chilometri, per incontrare papa Francesco, l’11 e il 12 agosto. Parteciperanno all’evento nazionale “X mille strade” promosso dalle Diocesi italiane in vista del Sinodo dei Vescovi di ottobre dedicato ai giovani. I pellegrini perugino-pievesi, guidati dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, esperto di pellegrinaggi a piedi in diversi santuari della tradizione cristiana, insieme ai sacerdoti don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, don Riccardo Pascolini, responsabile del Coordinamento Oratori Perugini, don Marco Briziarelli, don Simone Pascarosa, don Antonio Sabatini, dell’Ufficio Liturgico, e ad alcuni seminaristi, si ritroveranno nel pomeriggio del 4 agosto nella chiesa di San Giacomo il Maggiore di Castel dell’Aquila, tra Todi e Amelia, dove è custodita una reliquia del Santo i cui resti mortali vennero traslati dopo il martirio in Galizia, dove il noto Santuario di Compostela in Spagna è meta ogni anno di migliaia di pellegrini fin dal IX secolo. I 140 giovani, raggruppati in dodici “fraternità”, cammineranno dal 4 al 10 agosto (giorno in cui arriveranno a Roma) lungo l’antichissima “via Amerina”, parte - in seguito - del “corridoio bizantino”. La Via Amerina fu percorsa anche da Francesco d’Assisi, otto secoli fa, per andare ad incontrare Papa Innocenzo III ed avere il riconoscimento della Regola. Nella chiesa di San Giacomo, prima di mettersi in cammino, i giovani riceveranno dal vescovo Paolo il mandato e la benedizione come tutti i pellegrini.

Due i temi delle catechesi di un cammino di condivisione e fraternità nella sobrietà e semplicità.

«Il nostro pellegrinaggio – spiega don Luca Delunghi – cercherà di essere per i ragazzi che partono un’occasione in cui entrare con entrambi i piedi nei temi che caratterizzeranno le catechesi tenute da alcuni giovani e da due dei sacerdoti presenti durante il percorso. Un cammino di condivisione e fraternità scandito da momenti di preghiera, come le Lodi e i Vespri, il Rosario, il tempo delle confessioni e lo stupore dell'adorazione eucaristica, ma anche da tempi di silenzio personale durante la marcia. Il primo percorso che ci accompagnerà riprende i cinque brani del Vangelo di Giovanni presenti nel Trittico, che il Servizio di Pastorale Giovanile Nazionale ha consegnato ai giovani delle Diocesi in preparazione al Sinodo. Dal primo brano è tratta la frase dell’evangelista che è il tema del Sinodo: “Maestro dove abiti? Venite e vedrete”. Questi giorni saranno anche caratterizzati da uno spirito prettamente umbro, a partire dalla figura di Francesco d'Assisi attraverso le dodici fraternità che portano i nomi dei primi compagni del Poverello e alcune testimonianze».
«Questo – evidenzia il direttore della Pastorale giovanile – per richiamare la sobrietà e la semplicità che caratterizzano i pellegrinaggi diocesani dei nostri giovani, che vivranno anche quest’esperienza di fede senza cellulare e senza denaro personale. Ogni fraternità ha un proprio budget per acquistarsi e prepararsi il pranzo lungo il cammino. Budget che è gestito dal “guardiano della fraternità”, così chiamato riprendendo la terminologia del mondo francescano (come il padre guardiano del convento). Non mancherà nemmeno la figura della “sorella”, che avrà l’impegno dell'animazione della preghiera. Le fraternità dei ragazzi saranno affiancate da un gruppo di servizio, i “Guastatori”, composto da adulti e dai giovani che non possono percorrere a piedi il pellegrinaggio, che si occuperà della preparazione logistica e della cena nelle varie tappe anticipando con un mezzo di supporto l’arrivo dei pellegrini».
Le tappe principali del pellegrinaggio dei giovani perugino-pievesi.
Da Castel dell’Aquila i giovani si incammineranno il 5 mattina verso Amelia, da dove proseguiranno il giorno successivo per Orte. Il 7 raggiungeranno Gallese dove parteciperanno alla festa del santo patrono San Famiano. L’8 arriveranno al Pontificio Santuario di Maria Santissima “ad Rupes” in Castel Sant’Elia, con l’antica grotta scavata nel tufo dedicata alla Beata Vergine, risalente all’insediamento benedettino dell’anno 520, cuore di questo luogo di culto con la bellissima basilica di San Giuseppe collocata nel canalone sottostante la grande rupe. Da questo antico santuario mariano, visitato due volte da san Giovanni Paolo II e che custodisce una sua reliquia, i giovani pellegrini, il 9 agosto, raggiungeranno Formello, da dove il giorno seguente arriveranno a Roma, ospiti della parrocchia di San Pio V.
L’incontro con il cardinale Bassetti, che presiederà la messa con tutti i giovani italiani.
L’11 mattina i giovani perugino-pievesi si recheranno nella Basilica di San Pietro dove ad attenderli ci sarà il cardinale Gualtiero Bassetti. Nel pomeriggio raggiungeranno il Circo Massimo dove inizierà la due-giorni romana con papa Francesco, culmine dell’evento “X mille strade”. I perugini parteciperanno insieme a migliaia di giovani provenienti da tutt’Italia, anche da altre diocesi dell’Umbria, alla Veglia di preghiera con il Papa e alla “notte bianca” organizzata da associazioni e movimenti ecclesiali nazionali con molte iniziative ospitate in diverse chiese di Roma. Il 12 mattina tutti i giovani italiani si ritroveranno in Piazza San Pietro per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Al termine papa Francesco raggiungerà nuovamente i pellegrini, conferendo loro il suo mandato missionario e benedicendo i doni che i ragazzi italiani porteranno in gennaio alla GMG di Panama: le copie del Crocifisso di San Damiano e della statua della Madonna di Loreto. Con la preghiera dell’Angelus presieduta dal Papa in Piazza San Pietro si concluderà “X mille strade, verso Roma”, dando appuntamento al Sinodo dei Giovani di ottobre e alla Giornata Mondiale della Gioventù 2019 a Panama.
Il pellegrinaggio sarà seguito quotidianamente attraverso un “diario di viaggio” da «Umbria Radio», con servizi nei suoi “Gr” e testi e immagini nel suo sito www.umbriaoggi.news, e da «Tv2000», con collegamenti-interviste dai luoghi che i giovani visiteranno durante il loro cammino verso Roma. Per info sul programma della due-giorni romana con papa Francesco, consultare il sito www.giovani.chiesacattolica.it.

Don Luca Delunghi: Il Sinodo dei Giovani è un cammino in cui il Signore, anche attraverso di loro, parla alla Chiesa, perché sono un segno dei tempi

In attesa del pellegrinaggio verso Roma, don Luca Delunghi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile di Perugia-Città della Pieve, si sofferma sul significato del Sinodo (la parola “sinodo” significa mettersi in cammino insieme).
«La Chiesa non ha mai smesso di camminare nemmeno con i giovani – commenta il sacerdote perugino –. Per questo papa Francesco ha riconosciuto la necessità di conoscere le strade percorse abitualmente dalle nuove generazioni. La Chiesa ha la necessità di arrivare anche lì, dove magari i giovani si sono fermati, dove magari c’è la necessità di riconoscere qualcosa di buono della loro vita, del senso che danno, degli orientamenti, delle scelte che sono costretti o chiamati a percorrere. Gesù si è messo in cammino con i due di Emmaus ed ha permesso loro di tirare fuori ciò che in quel momento abitava il loro cuore, anche la delusione e gli ha dato l’occasione di conoscerlo in maniera nuova, di viverlo in modo differente. Poi questi si sono accorti che il loro cuore ardeva, che Qualcuno era stato capace di illuminare la notte che stava per avvolgerli. Vivere un Sinodo per i Giovani diventa, sotto l’impulso di papa Francesco, vivere un Sinodo con i Giovani, che sono protagonisti e non solo oggetto di osservazione e di speranze. Sono loro che vengono chiamati a partecipare della loro fede, della loro vocazione che ci parla, non perché non l’abbiano o almeno non ne hanno meno di tante altre persone, ma è la Chiesa che sempre si rinnova che cerca di comprendere e di far comprendere a tutti la realtà che spesso rischia di fuggire via dalle nostre stesse comprensioni e strutture. La Chiesa ha bisogno di guardare ai giovani, perché questi sono un segno dei tempi».
Don Luca Delunghi fa anche un esempio di Chiesa in ascolto dei giovani fin dai suoi primi secoli, nel citare san Benedetto da Norcia, quando nella sua regola invita all’ascolto di tutti: «Proprio il fondatore del Monachesimo occidentale ricorda nella sua Regola, al capitolo III, alla comunità monastica che, quando essa è in consiglio, devono essere ascoltati anche i suoi membri più giovani perché spesso proprio al più giovane il Signore rivela la soluzione migliore. Questo è il Sinodo dei Giovani!».

Riccardo Liguori