L’amore tra due sposi è sempre realtà incarnata

Dal IX Incontro Mondiale delle Famiglie: Il cardinale Bassetti, nella sua relazione al WMF di Dublino, menziona anche la reliquia del Sant’Anello custodita nella cattedrale di Perugia per dire: «L’amore tra due sposi è sempre realtà incarnata»

La testimonianza della Chiesa di Perugia-Città della Pieve al IX Incontro Mondiale delle Famiglie con papa Francesco, il World Meeting Families (WMF) in svolgimento a Dublino dal 22 al 26 agosto, si fa sentire non solo con la presenza attiva di una sua delegazione, ma nelle parole del suo cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenuto stamani (24 agosto) ai lavori della terza giornata del WMF.
Il cardinale, relazionando sul tema dal titolo “Accompagnare, discernere, integrare: la fragilità umana secondo l’Amoris Laetitia” - racconta il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti nel “diario di viaggio” curato per il sito di Umbria Radio www.umbriaoggi.news - ha sottolineato come «la famiglia sia decisiva per il mondo intero, in quanto realtà di amore stabile». Soffermandosi sulla «famiglia concreta, con positività e limiti», il porporato perugino si è richiamato al Sant’Anello di Perugia per dire che «l’amore è sempre realtà incarnata». Il Sant’Anello - si ricorda - è la reliquia custodita dal 1488 nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia, «ritenuta dalla pietà popolare l'anello con cui la Beata Vergine fu sposata a san Giuseppe» (narrano le cronache). E’ esposta alla venerazione dei fedeli due volte all’anno, il 29-30 luglio e il 12 settembre. Quest’anno l’esposizione di settembre sarà anticipata al giorno 8, in occasione dell’inaugurazione dei lavori di restauro dell’antica “Sala del Sant’Anello” della cattedrale, sede dell’omonima Confraternita; inaugurazione che coincide con i 530 anni della presenza di questa reliquia in San Lorenzo, venerata come “simbolo” della famiglia che trae origine dall’amore tra un uomo e una donna.
La famiglia va guardata con lo sguardo del buon samaritano, con un amore che sa curare le ferite.
Citando papa Francesco nell’evidenziare il ruolo dei coniugi nella famiglia, il cardinale Bassetti ha ricordato prima all’uomo e poi alla donna: «“Tu aiuterai lei ad essere più donna; tu aiuterai lui ad essere più uomo”, per affermare che nella famiglia cresce l’umano, nonostante le ferite in essa presenti. L’ideale del matrimonio va annunciato sapendo che la sua concretizzazione accade in una umanità limitata. Tanto più che il contesto odierno non aiuta. La famiglia va pertanto guardata con lo sguardo del buon samaritano, con un amore che sa curare le ferite. Fondamentale nella pastorale è l’“arte del rammendo”, del ricucire in ogni caso le relazioni». Il cardinale ha poi citato il beato don Pino Puglisi, che diceva: «“Il matrimonio è grazia, vocazione e servizio” per dire al mondo che Dio è amore. La vicinanza della Chiesa si realizza nell’accogliere, accompagnare, discernere e integrare, in modo che essa appaia come madre dalle braccia aperte… E’ importante che la Chiesa non abbandoni alcuna coppia in crisi».
Al termine della relazione, il cardinale Bassetti ha salutato e si è intrattenuto con i membri della delegazione perugino-pievese, approfondendo con loro alcuni passaggi del suo intervento. Gianluca Carloni, capodelegazione e responsabile insieme alla moglie Maria Rita dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, ha ringraziato il cardinale per l’aiuto dato dall’Archidiocesi alle famiglie che hanno voluto partecipare a «un evento di Chiesa così stimolante».

Riccardo Liguori