Perugia: Banco dei Pegni, la riflessione dell’economista Pierluigi Maria Grasselli

Perugia: Banco dei Pegni, la riflessione dell’economista Pierluigi Maria Grasselli

Un recente articolo sul Corriere dell’Umbria, dal titolo “C’è la fila al Banco dei pegni” (del 1/6/18), accenna al ricorso di molte persone, soprattutto donne, al credito su pegno, per trovare una temporanea risposta alle proprie difficoltà, un sostegno monetario per risolvere piccoli o grandi problemi di vita personale o familiare. L’articolo propone dunque il problema attualissimo del rapido diffondersi della povertà, che investe sempre più anche persone e famiglie di ceto medio, che magari all’improvviso si trovano a dover fronteggiare l’impatto economicamente negativo di una malattia, o della rottura di una relazione, o della perdita di un familiare, o di una posizione lavorativa. Il rischio di cadere in povertà sembra sempre più connaturato alle caratteristiche di una società dominata dall’incertezza, e attraversata da una marcata tendenza all’individualismo, e all’indebolimento dei legami di solidarietà. L’impoverimento riguarda sia italiani che stranieri, sia giovani che anziani, può colpire persone con i più diversi livelli di istruzione, nelle più diverse condizioni professionali, nelle più varie condizioni di stato civile, e di nucleo di convivenza. Tutto questo viene mostrato in un’analisi delle caratteristiche di quelli che accedono ai Centri di ascolto della Caritas diocesana, e in essa trovano ascolto, e varie modalità di sostegno, sia nella forma di alloggio, che di orientamento, beni materiali, consulenza, servizi vari. Tale analisi è contenuta nel Terzo Rapporto sulla povertà nella Diocesi di Perugia-Città della Pieve, che l’Osservatorio Caritas sulle povertà presenterà il prossimo 21 giugno. L’indagine mostra come nel triennio 2015-2017 quote crescenti di coloro che accedono al mondo Caritas abbiano accusato il problema economico, il problema del lavoro, il problema abitativo, ed altre difficoltà, avvertendo in corrispondenza una pressione montante di tali criticità. Si tratta di un disagio complesso e multidimensionale che richiede un’azione sistemica per garantire ai poveri capacità autonoma di inserimento lavorativo e sociale. In questa direzione intende procedere la recente misura universale di sostegno rappresentata dal Reddito di Inclusione. Per risultare efficace questa misura chiede un aumento sostanziale dei fondi per il suo finanziamento (almeno da triplicare) nonché un massiccio potenziamento dell’offerta di servizi (e quindi del personale richiesto) per l’inserimento suddetto. Ma il processo di cambiamento richiesto è così impegnativo e profondo che esso richiede, oltre al grande impegno e alla trasparenza della pubblica amministrazione, il coinvolgimento appropriato del Terzo Settore e della cittadinanza tutta nell’attuazione della misura stessa.

Pierluigi Maria Grasselli
Docente emerito di Economia presso l’Università degli Studi di Perugia,
Direttore dell’Osservatorio sulle povertà della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve