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	<title>Comunicati 2022 - Caritas Diocesana Perugia - Città della Pieve</title>
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	<description>Il Bene è contagioso</description>
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	<title>Comunicati 2022 - Caritas Diocesana Perugia - Città della Pieve</title>
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		<title>Comunicato Stampa n°984</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 10:57:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<b>Perugia:</b> Il pranzo di Natale alla Mensa Caritas “Don Gualtiero”. L’arcivescovo Ivan Maffeis ha salutato ciascuno dei 100 ospiti-commensali, persone in gravi difficoltà o in estrema solitudine]]></description>
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<p><strong>Perugia: Il pranzo di Natale alla Mensa Caritas “Don Gualtiero”. L’arcivescovo Ivan Maffeis</strong> <strong>ha salutato ciascuno dei 100 ospiti-commensali, persone in gravi difficoltà o in estrema solitudine</strong></p>



<p><strong>Indossava la felpa</strong>&nbsp;ricevuta in dono dai volontari della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, con scritto “Il bene è contagioso”, l’arcivescovo Ivan Maffeis giunto il giorno di Natale, all’ora di pranzo, alla Mensa “Don Gualtiero” del “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza” del capoluogo umbro. Accolto dal direttore della Caritas don Marco Briziarelli, da alcuni sacerdoti delle cappellanie delle comunità estere, da Stella Cerasa, responsabile dell’altra Mensa Caritas della città, la “San Lorenzo”, dai coniugi Bonucci, responsabili dell’accoglienza del “Villaggio della Carità”, da Massimiliano De Lorenzi, responsabile della “Casa Sant’Anna dei Servitori”, e da una quindicina di volontari che hanno servito a tavola, mons. Maffeis ha salutato ciascuno dei 100 ospiti-commensali, persone in gravi difficoltà accolte tutto l’anno da realtà socio-caritative della Chiesa o in estrema solitudine.</p>



<p><strong>Attenzione alle persone.</strong>&nbsp;Mons. Maffeis ha impartito la benedizione ai commensali dicendo: «La nostra preghiera è un grazie per ciascuno di voi», affidando il canto del “Gloria” ad una giovane famiglia peruviana che ha allietato il pranzo con musiche e canti natalizi. L’arcivescovo non ha tenuto discorsi, ma ha dato attenzione alle persone che chiedevano di parlare con lui, come un padre con i suoi figli, e ha voluto partecipare attivamente al servizio ai tavoli, favorendo fin da subito un clima molto familiare e gioioso, consapevole delle sofferenze di tanti. Basti pensare ad alcune madri ucraine rientrate a Perugia da Kiev due giorni fa. Una di loro ha raccontato la difficilissima situazione nella capitale dove per 20 ore al giorno manca la fornitura di energia elettrica, acqua e gas. Temono per i familiari rimasti in patria, che cercano di aiutarli portando beni di prima necessità reperiti anche con l’aiuto della Caritas e della comunità ucraina residente a Perugia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="607" src="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2023/02/pranzo-natale-2022-f4-1024x607.jpg" alt="" class="wp-image-1813" srcset="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2023/02/pranzo-natale-2022-f4-1024x607.jpg 1024w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2023/02/pranzo-natale-2022-f4-300x178.jpg 300w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2023/02/pranzo-natale-2022-f4-768x456.jpg 768w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2023/02/pranzo-natale-2022-f4.jpg 1507w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>L’importanza dell’iniziativa</strong>&nbsp;del pranzo di Natale organizzato dalla Caritas fin dall’emergenza del terremoto del 1997-98 nelle zone terremotate dell’Appennino umbro-marchigiano, è stata spiegata dal direttore don Marco Briziarelli e dalla responsabile della Mensa “San Lorenzo” Stella Cerasa.</p>



<p><strong>Prendersi cura e ascoltare.</strong>&nbsp;«Oggi viviamo insieme il pranzo di Natale con gli ospiti – ha evidenziato don Briziarelli – che arrivano da “Casa Sant’Anna dei Servitori”, l’opera di prima accoglienza per persone senza fissa dimora, dal progetto diocesano dei richiedenti protezione internazionale, soprattutto sorelle ucraine con i loro fanciulli, e i quotidiani frequentatori delle nostre due mense cittadine. È una gioia immensa quella del ritrovarci insieme e vivere il Natale in questo clima di gioia, fraternità e condivisione. Gesù nasce per tutti, in tutte le vite, ma indubbiamente nasce in maniera speciale nelle vite che lo cercano, nelle vite di coloro che vivono il bisogno dell’incontro con Dio per poter ripartire».</p>



<p><strong>Il pranzo di Natale diventa</strong>&nbsp;«il coronamento di queste giornate – ha commentato il direttore Caritas –. Ieri sera abbiamo celebrato la Veglia di Natale al “Villaggio della Carità” insieme alle famiglie accolte, oggi questo pranzo e domani (26 dicembre, n.d.r.) alcune delle persone da noi accolte saranno figuranti del presepe vivente dell’associazione culturale “Borgo Bello”. Questo diventa sempre più un cammino di integrazione, del non vedere il povero come qualcuno lontano da me, ma il povero che cammina con me di cui io sono chiamato a prendermi cura e ad ascoltarlo».</p>



<p><strong>Pranzo che si coniuga con il nostro operato.&nbsp;</strong>«Questo pranzo non è il solo che viene tenuto dalla nostra Caritas diocesana – ha precisato Stella Cerasa –, perché in questo giorno di festa molto particolare ci sono altri pranzi, a “Casa San Vincenzo”, “Alle Querce di Mamre” e un po’ in tutte le “Case della Carità” della diocesi. Essere oggi al “Villaggio della Carità”, è essere in comunione con il nostro pastore e con tutte le altre case di accoglienza. Il pranzo di Natale è un pranzo più importante, perché oggi è una giornata fondamentale per noi cristiani. È un pranzo che si coniuga con il nostro operato, quello del consumare insieme il pasto ogni giorno dell’anno con le persone nelle nostre mense ed opere di cui è ricca la nostra diocesi».</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°983</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 11:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<b>Perugia:</b> Concluso, con l’intervento del direttore della Caritas Italiana don Marco Pagniello, il progetto “In Ascolto” rivolto ai volontari dei 40 Centri d’Ascolto parrocchiali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Perugia: Concluso, con l’intervento del direttore della Caritas Italiana don Marco Pagniello,</strong> <strong>il progetto “In Ascolto” rivolto ai volontari dei 40 Centri d’Ascolto parrocchiali.</strong></p>



<p>L’importanza del saper ascoltare, osservare e discernere per l’accompagnamento e cura delle persone che si rivolgono ai Centri di Ascolto parrocchiali (CdAp), è stato il filo conduttore del corso “In Ascolto”, un progetto realizzato dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve rivolto ai volontari dei 40 CdAp attivi sul territorio, approvato dalla Caritas Italiana e finanziato dall’8xMille della Chiesa Cattolica e dalla Fondazione di Carità San Lorenzo (ente operativo della Caritas diocesana). Il progetto ha impegnato nel 2022, tra incontri e laboratori, 80 persone giovani e adulte in attività di formazione, concludendosi nel capoluogo umbro lo scorso fine settimana.</p>



<p><strong>Accompagnamento e cura.</strong>&nbsp;Ha partecipato il direttore della Caritas Italiana don Marco Pagniello, che ha tenuto il suo intervento di saluto dopo aver ascoltato direttore della Caritas diocesana don Marco Briziarelli, le curatrici del progetto “In Ascolto”, Silvia Bagnarelli e Simona Bianconi, e alcune testimonianze di volontarie partecipanti al corso e di operatrici di realtà impegnate nel sociale come l’associazione “Mai soli”. Con questa realtà e con altre la Caritas ha avviato una proficua collaborazione per una maggiore conoscenza e scambio di esperienze in quell’«accompagnamento e cura della persona in difficoltà», che è «il centro del progetto “In Ascolto” in cui nell’accompagnare e nel curare si innesta la ricerca di quel talento che fa dire alla persona che si ascolta: “ce la puoi fare”. L’ascolto è dare speranza al prossimo e per farlo occorre formarsi nella consapevolezza che prendersi cura del povero dà la possibilità di essere persone migliori, perché il povero è l’incontro con Cristo venuto al mondo a salvarci». È il commentato di don Marco Briziarelli a margine della testimonianza di Elisabetta Chiabolotti, dell’associazione “Mai soli”, una donna perugina di mezz’età che da ragazza, a seguito di un incidente, è rimasta in coma per un lungo periodo, che ha incoraggiato tutti a non mollare davanti alle gravi difficoltà. La sua esperienza, un inno alla vita nel dare speranza concreta a quanti escono dallo stato vegetativo e ai loro familiari, ha toccato non poco i partecipanti. Il direttore della Caritas Italiana ha invitato Elisabetta a raccontare la sua storia al prossimo Convegno nazionale delle Caritas diocesane in calendario, a Salerno, nell’aprile 2023.</p>



<p><strong>L’opera creativa dell’ascolto.</strong>&nbsp;Don Marco Pagniello, nel suo intervenendo, richiamando anche quanto detto da don Briziarelli e dalle operatrici Bagnarelli e Bianconi, ha sottolineato che «il rispetto di chi abbiamo di fronte è il principio fondante di chi fa ascolto, perché la persona che abbiamo davanti è fratello e sorella, è immagine di Dio. È sempre con molto tatto che dobbiamo accostarci a questa grande opera creativa del mettersi in ascolto della vita dell’altro, che viene dallo Spirito ma che deve portarci a viverla in punta di piedi».</p>



<p><strong>No all’assistenzialismo.</strong>&nbsp;«Credo che la frase di Elisabetta, “provaci da sola” – ha commentato don Pagniello –, possa racchiudere il senso vero e profondo di questo servizio non solo di ascolto, ma anche di tutto quello che è il nostro stare al fianco dei poveri, perché noi non siamo per l’assistenzialismo. Non siamo contenti quando aumentano i numeri delle persone che arrivano ai CdA, perché questo vuol dire che c’è un insuccesso della nostra comunità, della nostra società».</p>



<p><strong>Si alla promozione umana.</strong>&nbsp;«Non siamo per assistere per sempre le persone che si rivolgono a noi – ha proseguito don Pagniello –, ma siamo per la promozione umana, per liberare le persone dalla miseria. Tutte le volte che riusciamo a dire a una persona: provaci da sola, che io ti accompagno, provaci tu ad essere protagonista della tua vita, quello per noi è il successo. Questo è il servizio che noi siamo chiamati a fare, soprattutto ad essere nella Chiesa e nella Caritas».</p>



<p><strong>Guardare oltre il bisogno immediato.</strong>&nbsp;Nel rivolgersi ai volontari, il direttore di Caritas Italiana ha detto con forza: «Quando voi incontrate una persona, non guardate solo ai suoi bisogni immediati, ma, come ci esorta a fare papa Francesco, di avere il coraggio di guardare oltre ai suoi bisogni del momento perché va accompagnata per darle speranza. L’operatore del CdA deve avere sempre nel cuore questa speranza e se dentro di voi, un giorno, vi rendete conto di non averla, è meglio restare a casa, perché rischiamo di diventare dei funzionari e le persone che ascoltiamo se ne rendono conto. Il servizio al CdA non deve esaurirsi semplicemente nell’aiuto che voi date alla persona che ricevete».</p>



<p><strong>Far conoscere il patrimonio d’ascolto.</strong>&nbsp;«Il famoso patrimonio di ascolto di cui don Marco ci ha parlato all’inizio – ha precisato don Pagniello – non è qualcosa che dobbiamo custodire gelosamente per noi. Innanzitutto va restituito alla Chiesa, perché nelle vostre parrocchie quanto di questa attività di ascolto è conosciuta? Il parroco che vi ha scelto e delegato per questo servizio vi deve dare periodicamente la possibilità di raccontare la vostra esperienza, altrimenti rischiamo di non far conoscere le nostre comunità. Per questo il patrimonio d’ascolto va assolutamente condiviso il più possibile e non lasciato al solo ambiente Caritas».</p>



<p><strong>Fare politica, non partito.</strong>&nbsp;Don Pagniello ha ricordato anche l’importanza del progetto “Ospoweb” di raccolta dati nei CdA delle Caritas, che permette di avere una fotografia della realtà delle situazioni di povertà vissute nel Paese per dare voce ai poveri. La Caritas di Perugia ha aderito a questo progetto raggiungendo una copertura quasi completa dei CdAp attivi in “Ospoweb”. I dati raccolti ed elaborati da esperti sono importanti al punto che, ha ricordato sempre il direttore di Caritas Italiana, sono stati citati dal presidente Mario Draghi nel suo discorso di insediamento, in piena pandemia, perché fotografavano la difficile situazione del momento. Don Pagniello ha parlato anche della necessità, insieme all’opera di raccolta, di una “rete” tra realtà impegnate nel sociale a livello territoriale ad iniziare da Istituzioni, organizzazioni e associazioni per contribuire alla costruzione del Welfare attento alle povertà. La raccolta dati aiuta, ha concluso il sacerdote, «l’Amministrazione comunale di Perugia, la Sanità regionale…, a dare le giuste priorità. E la responsabilità che abbiamo nel raccogliere ed elaborare numeri, che hanno tutti dei volti, è fare politica, non partito, che non tocca a noi. Fare politica è aiutare le persone che abbiamo delegato a governarci e a prendere le giuste scelte».</p>



<p>Al termine dell’incontro i direttori Pagniello e Briziarelli hanno distribuito agli 80 partecipanti due brevi interessanti pubblicazioni realizzate grazie al compimento del progetto “In Ascolto” denominate: “Appunti condivisi” e “Mappa dei servizi della Caritas diocesana nel nostro territorio”. Inoltre è stata presentata la mostra fotografica della campagna sui lasciti testamentari “L’Amore Oltre” a cura di Alfonso Dragone, responsabile dell’Area progetti della Caritas diocesana.</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°982</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 08:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<b>Perugia:</b> La “Giornata della Carità” nella III Domenica di Avvento dedicata alle tante famiglie in gravi difficoltà a reperire alimenti e generi di prima necessità. L’arcivescovo Ivan Maffeis: «Al compito di Governo, Regione e Comuni, è indispensabile che si unisca anche la nostra solidarietà».]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Perugia: La “Giornata della Carità” nella III Domenica di Avvento dedicata alle tante famiglie in gravi difficoltà a reperire alimenti e generi di prima necessità. L’arcivescovo Ivan Maffeis: «Al compito di Governo, Regione e Comuni, è indispensabile che si unisca anche la nostra solidarietà».</strong></p>



<p>La Chiesa che è in Perugia-Città della Pieve si appresta a vivere la sua “Giornata della Carità”, nella III Domenica di Avvento, domani 11 dicembre, sensibilizzando comunità parrocchiali e non solo, a sostenere le emergenze più acute, come le tante famiglie che incontrano serie difficoltà a reperire alimenti e generi di prima necessità. La Caritas diocesana promuove nel periodo d’Avvento-Natale la campagna di raccolta fondi denominata “Una Spesa per Tutti”, incoraggiata e sostenuta dall’arcivescovo Ivan Maffeis a cui ha dedicato una sua lettera-messaggio inviata nel fine settimana a parroci e loro comunità parrocchiali (il testo è consultabile sul sito: <a href="http://www.diocesi.perugia.it" target="_blank" rel="noopener">www.diocesi.perugia.it</a> (“sezione arcivescovo-lettere”).</p>



<p><strong>Le ferite di una pandemia economica e sociale.</strong> Mons. Maffeis ha preso lo spunto dalla visita al Santuario della Madonna della Carraia e all’adiacente Centro di ascolto della Caritas zonale, nel comune di Castiglione del Lago, per offrire una riflessione attualizzando la storia dell’evento miracoloso che portò alla costruzione del seicentesco luogo di culto mariano, raccontata da don Leonardo Romizi, parroco e vicario episcopale della VII Zona pastorale, quello della boccia scagliata con rabbia contro l’affresco raffigurante la Vergine Maria da cui ne sarebbero sgorgate lacrime abbondanti. «Tante famiglie – scrive l’arcivescovo – oggi si trovano ferite da una pandemia economica e sociale, che - proprio come è stato per il volto della Madonna - colpisce al pari di una boccia, scagliata con ira. E mentre don Marco (Briziarelli, direttore Caritas diocesana, n.d.r.) racconta che sono circa 1800 quelle in fila alla Caritas per essere aiutate a mangiare, pagare le bollette e l’affitto, il pensiero va a quante, forse per pudore, restano ancora invisibili ai nostri occhi…».</p>



<p><strong>Il senso della raccolta fondi.</strong> «È doveroso incalzare le Istituzioni – prosegue mons. Maffeis nella lettera –, perché facciano ogni sforzo per contrastare le distorsioni che generano diseguaglianze e miseria; doveroso, ma non sufficiente. Al compito di Governo, Regione e Comuni, è indispensabile che si unisca anche la nostra solidarietà. È questo il senso della raccolta fondi che, in questa terza domenica d’Avvento, mira ad assicurare a tutti la possibilità di fare la spesa: a noi di donarla, ad altri di riceverla. L’obiettivo che ci diamo è quello di raggiungere la cifra di 200mila euro, pari a quella che quest’anno la nostra Caritas ha destinato all’acquisto di oltre 360 tonnellate di cibo e generi di prima necessità. La condivisione consentirà anche ai poveri di cantare il loro <em>“gloria a Dio nell’alto dei cieli”</em>; anzi, potremo finalmente cantarlo insieme».</p>



<p><strong>Solo la carità ci fa essere creduti.</strong> L’arcivescovo conclude il suo messaggio scrivendo: «Se avessi avuto bisogno di conferme, nel rientrare in sagrestia sbatto contro le parole di don Tonino Bello, che si affacciano dal cartellone, appeso alla parete del Santuario della Carraia: “Se la fede ci fa essere credenti e la speranza ci fa essere credibili, è solo la carità che ci fa essere creduti”».</p>



<p><strong>Come contribuire alla raccolta fondi.</strong> Quanti desiderano sostenere la campagna “Una Spesa per Tutti”, possono farlo inviando un contributo in denaro a: Fondazione di Carità San Lorenzo – Iban: IT30P0344003000000000161500 – causale: Empori della Solidarietà.</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°981</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 09:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<b>Perugia:</b> È in rete il video di presentazione “Una spesa per tutti”, la campagna raccolta fondi d’Avvento e Natale per i cinque Empori della Solidarietà della Caritas diocesana.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Perugia: È in rete il video di presentazione “Una spesa per tutti”, la campagna raccolta fondi</strong> <strong>d’Avvento e Natale per i cinque Empori della Solidarietà della Caritas diocesana.</strong></p>



<p>Dal 27 novembre, prima domenica d’Avvento, è in rete, su YouTube, all’indirizzo: <a href="https://youtu.be/POryePq59WA" target="_blank" rel="noopener">https://youtu.be/POryePq59WA</a> , il video di presentazione della campagna raccolta fondi del tempo d’Avvento e di Natale “Una spesa per Tutti”, la campagna promossa dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve per sostenere l’opera dei cinque Empori della Solidarietà attivi nelle zone più sensibili del territorio diocesano.</p>



<p>Si tratta di «cinque empori di comunità, cinque luoghi di dignità e cura dove in questo 2022 ben 1.800 famiglie hanno potuto fare la spesa gratuitamente». A dirlo, nel video, è don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana, ricordando che, sempre nell’anno che sta per concludersi, «abbiamo distribuito oltre 25.000 spese e consegnato oltre 360 tonnellate di viveri e beni di prima necessità. Un impegno grande per Caritas, un impegno economico importante, oltre 200.000 euro spesi per l’acquisto di cibo e di generi di prima necessità, per il pagamento di bollette, di affitti e costi di gestione». Il video si conclude con l’appello del direttore don Briziarelli e di ciascun referente dei cinque Empori della Solidarietà: «Abbiamo bisogno del tuo aiuto, chiediamo il tuo sostegno perché anche nel 2023 possa esserci “Una spesa per Tutti”». Tutte le info su come aderire e partecipare a questa campagna presentata nel video curato da David Fiorini, responsabile della comunicazione social di Caritas diocesana, sono sul sito: <a href="http://www.diocesiperugia.it" target="_blank" rel="noopener">www.diocesiperugia.it</a> dove si trovano news e progetti di altre campagne a sostegno di persone e famiglie in gravi difficoltà.</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°980</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 09:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<b>Perugia:</b> “Una spesa per Tutti”, la campagna di raccolta fondi del tempo d’Avvento e di Natale per sostenere le 1.800 famiglie accompagnate dai cinque Empori della solidarietà. Il direttore di Caritas diocesana don Marco Briziarelli: «non vivere una carità con delega, ma scendere in campo nel farci prossimi, noi, alle tante famiglie in difficoltà»]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Perugia: “Una spesa per Tutti”, la campagna di raccolta fondi del tempo d’Avvento e di Natale per sostenere le 1.800 famiglie accompagnate dai cinque Empori della solidarietà. Il direttore di Caritas diocesana don Marco Briziarelli: «non vivere una carità con delega, ma scendere in campo nel farci prossimi, noi, alle tante famiglie in difficoltà»</strong></p>



<p>«Domenica 27 novembre inizierà il tempo d’Avvento, un tempo di attesa, ma un tempo di carità speciale dove siamo chiamati a riscoprire il nostro essere comunità e il nostro rivolgere lo sguardo verso chi è più in difficoltà». Ad annunciarlo è il direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, don Marco Briziarelli, nel presentare la campagna di raccolta fondi denominata “Una spesa per Tutti” promossa per il tempo d’Avvento e di Natale. Questa campagna è a sostegno delle 1.800 famiglie accompagnate dai cinque Empori della Solidarietà, opere segno attivate dal 2014 al 2022 nelle zone più sensibili del territorio diocesano. Sono gli Empori: “Tabgha” di Perugia (zona stazione Fs), presso il Villaggio della Carità; “Divina Misericordia” dell’area industriale di San Sisto-Sant’Andrea delle Fratte; “Siloe” di Ponte San Giovanni; “Betlemme” di Marsciano; “Don Gustavo” di Ponte Pattoli (zona Alta Valle del Tevere). Questi cinque empori sono animati e gestiti da diverse decine di volontari giovani e adulti ben formati e motivati, che accolgono quotidianamente quanti si trovano a vivere “in gravi difficoltà a causa dell’aumento dei prezzi, ad iniziare dai costi delle materie energetiche”, spiega il direttore don Briziarelli. «Si tratta di famiglie che non sono più in grado di fare la spesa in autonomia. I nostri cinque empori - aggiunge il sacerdote - hanno accompagnato, nel 2022,&nbsp; ben 1.800 famiglie a ricevere una spesa gratuita. È un impegno importante per Caritas, che, sempre nel 2022, ha superato 220mila euro di spese per mantenere aperti e ben forniti i cinque empori».</p>



<p>«Per il perpetuarsi della crisi dovuta prima alla pandemia e poi alla guerra in Ucraina - evidenzia don Briziarelli -, non&nbsp; possiamo non replicare il nostro impegno per il prossimo 2023; non possiamo venire meno nei confronti di tanti fratelli e sorelle che sono in gravi difficoltà, di garantire loro una spesa dignitosa, una spesa alla quale siamo chiamati a partecipare tutti. Insieme possiamo ancora dare una risposta fondamentale. Questo appello, che è grande nel momento in cui lo rivolgiamo a tutti, nell’unirci per il contrasto alla povertà e per l’emergenza alimentare, è agli uomini e le donne di buona volontà, alle aziende, alle istituzioni, alle associazioni, alle parrocchie... È una emergenza che pensavamo di aver superato e che invece torna a bussare, con forza, alle porte delle case di tanti fratelli e sorelle. Una spesa per tutti - conclude don Marco Briziarelli l’appello - diventa un impegno che ci prendiamo in questo tempo d’Avvento per non vivere una carità con delega, ma scendere in campo nel farci prossimi, noi, alle tante famiglie in difficoltà».</p>



<p><strong>Come contribuire alla campagna Caritas “Una spesa per tutti”.</strong></p>



<p>Puoi dare il tuo fondamentale contributo con un bonifico intestato a: Fondazione di Carità San Lorenzo, IBAN: IT30P0344003000000000161500; causale: Empori della Solidarietà.</p>



<p>Oppure online attraverso il tasto “Dona Ora” <a href="http://www.caritasperugia.it/dona-ora/">www.caritasperugia.it/dona-ora/</a>&nbsp; ; o portando la tua donazione direttamente alla Caritas diocesana, presso il Villaggio della Carità (via Montemalbe 1 - zona Via Cortonese).</p>



<p>Le donazioni alla Fondazione di Carità San Lorenzo, ente operativo della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, sono deducibili/detraibili.</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°979</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 09:46:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<b>Perugia:</b> La riflessione del direttore della Caritas diocesana, don Marco Briziarelli, in occasione della VI Giornata mondiale dei poveri “Gesù Cristo si è fatto povero per voi (2 Cor 8,9)]]></description>
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<p><strong>Perugia: La riflessione del direttore della Caritas diocesana, don Marco Briziarelli, in occasione</strong> <strong>della VI Giornata mondiale dei poveri “Gesù Cristo si è fatto povero per voi (2 Cor 8,9)</strong></p>



<p>L’anno che sta per concludersi ha visto la Caritas impegnata in maniera molto importante nel contrasto alle povertà». A dirlo è don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, in occasione della VI Giornata mondiale dei poveri indetta dal Papa per domenica 13 novembre, dedicata al passo della seconda Lettera di Paolo ai cristiani di Corinto: “Gesù Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9), quasi nel tracciare un “bilancio” dell’attività 2022 di quest’organismo pastorale operativo.</p>



<p><strong>Mense ed empori.</strong> «Abbiamo aperto un nuovo punto di ristoro sociale a Perugia città, la “Mensa Don Gualtiero”, intitolata al cardinale Bassetti – ricorda il direttore della Caritas perugino-pievese –, dopo la “Mensa San Lorenzo” di via Imbriani, in pieno centro storico. Abbiamo anche aperto il quinto “Emporio della Solidarietà”, a Ponte Pattoli, nella periferia nord del capoluogo. Gli empori ci permettono di far fronte all’emergenza alimentare ritornata in maniera importante, dovuta anche ai rincari di questo tempo. Le mense e gli empori sono vere e proprie opere segno per essere vicini a tante famiglie - quelle italiane sono sempre più - che vivono gravi situazioni di difficoltà a seguito della pandemia e della guerra in Ucraina. I fruitori delle mense, dal lunedì al sabato, sono ormai oltre 200; mentre le famiglie che si recano negli empori superano le 1.800».</p>



<p><strong>La solitudine-povertà. </strong>«Nelle nostre due mense – precisa don Briziarelli – le persone sole possono incontrarsi, ricevere un pasto e ripartire in un incontro di relazioni che è fondamentale in questo tempo che stiamo vivendo dove la solitudine è una tra le maggiori povertà. Un punto di incontro bello tra poveri e volontari dove è possibile cominciare una conoscenza che vada oltre l’essere beneficiari o essere volontari all’interno di un servizio».</p>



<p><strong>Sfide importanti.</strong> «Negli ultimi due anni, quelli segnati dal Covid, guerra in Ucraina e caro energetico – commenta il direttore della Caritas –, dai dati in possesso, la povertà è aumentata, un incremento significativo, purtroppo, confermato nel Rapporto diocesano presentato a maggio e le previsioni non solo confortanti per la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Un aumento che potrebbe essere al di sopra del 20% rispetto al 2021, di nuove famiglie in povertà, quelle che mai prima si erano rivolte alla Caritas. Ci aspettano, quindi, sfide importanti che cerchiamo sempre di vivere in maniera totale, nell’accompagnare i poveri, facendo con loro un cammino progettuale che li porti ad uscire dalla povertà, a un ritorno all’autonomia grazie ad azioni e a progetti di prossimità».</p>



<p><strong>Difficoltà per gli affitti. </strong>Un ritorno all’autonomia, sottolinea don Briziarelli, «che necessita chiaramente di un lavoro, che soprattutto permetta di dare una possibilità con un salario adeguato ad un progetto di vita dignitosa, perché senza il lavoro è difficile avere una casa in affitto. Un problema che sta diventando anche a Perugia un’emergenza sociale, anche per carenza di case in affitto o per canoni cari che diventano proibitivi per una famiglia anche nella condizione di un lavoro a tempo indeterminato. Tanti nuovi contratti di lavoro, è vero, che fanno salire anche il numero degli occupati, ma contratti di uno, due o tre mesi con salari minimi che non permettono una progettazione di vita. Siamo di fronte a un’emergenza importante e in questo momento la Caritas sta sostenendo una fetta significativa di famiglie dove lavorano anche entrambi i coniugi, ma con stipendi bassi, con a carico due figli in età scolare, e alle prese con i primi consistenti aumenti delle utenze di energia elettrica e gas».</p>



<p><strong>Dati inquietanti.</strong> «Questo preoccupante fenomeno riguarda sempre più famiglie italiane e ad oggi – precisa il direttore Caritas – le famiglie complessive aiutate dalla Caritas supereranno le 3.500, che ci porta ad avere circa 12 mila persone accompagnate tra chi viene in maniera regolare e vive una situazione di povertà ormai cronica, o persone che comunque sono venute anche una o due volte a chiedere aiuto. A fine 2019 le famiglie che avevano incontrato i servizi Caritas non superavano le 1.900. Siamo di fronte a tantissime sfide, sfide che diventano opportunità e che non ci fanno dimenticare il cuore dell'agire Caritas che è e resta l'Ascolto».</p>



<p><strong>Annuncio di speranza.</strong> «Un ascolto affidato a volontari sempre più formati - anche grazie al percorso formativo “In Ascolto” che terminerà il 17 dicembre con la presenza del direttore di Caritas Italiana -, ascolto che diventa una forma di evangelizzazione che mette il povero al centro, il povero che è carne di Gesù come ci ricorda costantemente il Papa. 40 centri di ascolto parrocchiali e di unità pastorale in rete operativa con il Centro di Ascolto diocesano. Quindi ascolto che diventa annuncio di speranza, che diventa abbraccio importante di cui abbiamo bisogno tutti, con uno sguardo particolare agli anziani e ai giovani».</p>



<p><strong>Maggiore solidarietà.</strong> «Il volontariato è opera di condivisione, solidarietà e cura del bene comune – conclude don Marco Briziarelli, citando un passaggio del messaggio del Papa per la VI Giornata mondiale dei poveri –: “La solidarietà, in effetti, è proprio condividere il poco che abbiamo con quanti non hanno nulla, perché nessuno soffra. Più cresce il senso della comunità e della comunione, come stile di vita e maggiormente si sviluppa la solidarietà”».</p>
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		<title>Comunicato Stampa m°978</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 07:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perugia: Celebrato il 25mo anniversario dell’associazione “Alle Querce di Mamre”. Al via l’“anno “giubilare” dedicato al suo fondatore, il venerabile Vittorio Trancanelli. Il cardinale Bassetti all’omelia: «E’ un cammino di [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Perugia: Celebrato il 25mo anniversario dell’associazione “Alle Querce di Mamre”. Al via l’“anno “giubilare” dedicato al suo fondatore, il venerabile Vittorio Trancanelli. Il cardinale Bassetti all’omelia:</strong> <strong>«E’ un cammino di solidarietà arrivato fino a noi…, una piccola avventura dello Spirito</strong> <strong>con un seme gettato per essere segno di misericordia e solidarietà»</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="598" src="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f1-2-1024x598.jpg" alt="" class="wp-image-1445" srcset="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f1-2-1024x598.jpg 1024w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f1-2-300x175.jpg 300w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f1-2-768x448.jpg 768w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f1-2-1536x897.jpg 1536w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f1-2.jpg 1912w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Molti fedeli si sono ritrovati nella tensostruttura della chiesa parrocchiale in Cenerente di Perugia, nel tardo pomeriggio del 9 ottobre, per partecipare alla celebrazione eucaristica del 25° anniversario della fondazione dell’associazione “Alle Querce di Mamre”, nata dall’ispirazione del venerabile Vittorio Trancanelli (1944-1998), noto medico chirurgo perugino, un “santo laico in sala operatoria e nella vita”, per il quale la Chiesa diocesana ha avviato, nel 2006, il processo informativo sulle virtù e la fama di santità.</p>



<p><strong>Video toccante.</strong> Oltre una decina sono state le testimonianze ascoltate al termine della celebrazione, alcune in presenza, altre raccolte in un video toccante curato dal giovane David Fiorini, responsabile della comunicazione web e social della Caritas diocesana, l’organismo pastorale operativo con cui la stessa associazione collabora da sempre nel portare avanti la sua opera. L’interessante video è visionabile al link: <a href="https://youtu.be/PcAaLNgWZx4" target="_blank" rel="noopener">https://youtu.be/PcAaLNgWZx4</a> .</p>



<p><strong>Finalità dell’opera.</strong> «La peculiarità della nostra associazione – ha spiegato il suo presidente Rosario Zurolo – è quella dell’accoglienza, in particolare di donne in gravidanza, ragazze madri e minori, spesso con gravi problemi di salute. Cerchiamo di mettere in pratica l’episodio biblico “Alle Querce di Mamre” in cui Abramo, nell’accogliere degli sconosciuti, accolse Dio stesso». Quest’associazione fa sua anche la parabola del “Buon samaritano”, affidandosi all’aiuto materiale di non pochi benefattori e, soprattutto, alla preghiera, una preghiera semplice come la recita del Santo Rosario, ogni giorno, alle ore 19, nella sua sede in Cenerente.</p>



<p><strong>Storie con un lieto fine.</strong> Le testimonianze ascoltate, di ex ospiti, volontari e famiglie che costituiscono l’associazione, hanno ben presentato lo spirito con cui concretamente ci si adopera affinché le storie di vita molto particolari e tristi degli ospiti possano avere un lieto fine con una rinascita umana e spirituale sostenuta in molti casi anche da un’opera, seppur non sempre facile e scontata, di reinserimento sociale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="601" src="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f2-2-1024x601.jpg" alt="" class="wp-image-1446" srcset="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f2-2-1024x601.jpg 1024w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f2-2-300x176.jpg 300w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f2-2-768x451.jpg 768w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f2-2-1536x901.jpg 1536w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f2-2.jpg 1939w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Non solo numeri.</strong> Attualmente “Alle Querce di Mamre”, la cui sede si compone di due appartamenti di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, sono accolte sette persone tra adulti e minori, dando ospitalità nei primi 25 anni di attività a più 150 nuclei familiari, in prevalenza di donne con figli minori, per periodi di permanenza lunghi, non inferiore ad un anno. «Sono piccoli numeri, ma con tutta una comunità attorno che testimonia la condivisione che c’è nel farsi carico del prossimo in gravi difficoltà. E questo lascia ben sperare nel prosieguo di quest’opera di carità». A sottolinearlo è stata l’assistente sociale della Caritas diocesana Stella Cerasa, che, insieme ai coniugi Annalisa e Rosario Zurolo, al prof. Fausto Santeusanio, alla signora Rosalia Sabatini, moglie del venerabile Trancanelli, e ad altri operatori e volontari, sono stati più volte ringraziati durante le testimonianze degli ex ospiti per il sostegno dato loro nei momenti «più duri e di immensa solitudine».&nbsp;</p>



<p><strong>Il ricordo di un amico.</strong> Tra i benefattori e amici dell’associazione, non poteva non essere ricordato Giuliano Masciarri, già segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, venuto a mancare a seguito di una grave malattia nel 2019, che tanto si è adoperato per quest’opera e nel tenere vivo il ricordo del suo fondatore. Al riguardo è intervenuto il postulatore della causa di canonizzazione del venerabile Trancanelli, Enrico Solinas, che ha aggiornato sull’iter e dato notizia dell’individuazione della casa dove nacque Vittorio Trancanelli, il 26 aprile 1944, a Spello (Pg), in pieno secondo conflitto mondiale.</p>



<p><strong>Un anno giubilare.</strong> Sulla figura del venerabile si è soffermato anche il direttore della Caritas diocesana, don Marco Briziarelli, nell’annunciare: «Oggi 9 ottobre abbiamo ricordato i 25 anni di fondazione dell’associazione ispirata dalla carità di Vittorio Trancanelli a cui dedichiamo un “anno “giubilare” che culminerà il prossimo 24 giugno, giorno del 25° anniversario della sua nascita in Cielo. Sarà un periodo in cui tutti saremo chiamati ad imitare di più l’esempio di santità del venerabile Vittorio Trancanelli». Ad esempio, nel presentare il video del giovane Fiorini, don Briziarelli ha sottolineato: «David non conosceva la figura di Vittorio se non per sentito dire. Ascoltando i testimoni, preparando il video…, ha scoperto e trovato un amico in Vittorio. Che questa sia l’esperienza di tutti i giovani, quella di farsi amici i santi, perché è qualcosa di veramente unico e speciale».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f3-2-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-1447" srcset="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f3-2-1024x577.jpg 1024w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f3-2-300x169.jpg 300w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f3-2-768x432.jpg 768w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f3-2-1536x865.jpg 1536w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/cel-25-anni-ass.-alle-querce-di-mamre-f3-2.jpg 1879w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Vivacità della Chiesa.</strong> Il cardinale Gualtiero Bassetti, che ha presieduto la celebrazione eucaristica insieme al vescovo emerito di Città di Castello, Domenico Cancian, ai parroci, don Roberto Biagini e don Marco Pigoni, a diversi altri sacerdoti ha parlato, nell’omelia (ampi passaggi sono riportati nel testo pubblicato sul sito: <a href="https://www.caritasperugia.it/notizie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.caritasperugia.it/notizie</a>), di quest’opera voluta dal venerabile Trancanelli, di «un cammino di solidarietà arrivato fino a noi…, una piccola avventura dello Spirito con un seme gettato per essere segno di misericordia e solidarietà. Alla figura di Vittorio Trancanelli sono legate tante realtà di carità che esprimono anche la vivacità della nostra Chiesa perugino-pievese…».</p>



<p><strong>Una società dell’Amore.</strong> Il cardinale Bassetti, avviandosi alla conclusione, ha detto con voce ferma: «Dobbiamo veramente costruire una società nuova, una società dell’Amore e se non ci pensano i cristiani a farlo, che hanno il Vangelo, che hanno Gesù Cristo, non possiamo pretendere che ci pensano gli altri. Tra cristiani, purtroppo, ci si divide per i nostri piccoli e grandi rancori. È giunto il momento forte, quando ci confrontiamo con personalità come Vittorio Trancanelli, di un cambiamento, di una conversione della nostra vita. Non siamo qui soltanto per ricordare, ma per riassumerci tutti quegli impegni umani e sociali di amore da cui questa realtà, 25 anni fa, è partita».</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°977</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 10:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[Perugia: L’associazione “Alle Querce di Mamre” compie 25 anni (1997-2022). Don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana: «Testimoni di un’accoglienza missionaria» Il 9 ottobre 1997, a Cenerente di Perugia, con [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Perugia: L’associazione “Alle Querce di Mamre” compie 25 anni (1997-2022).</strong> <strong>Don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana: «Testimoni di un’accoglienza missionaria»</strong></p>



<p>Il 9 ottobre 1997, a Cenerente di Perugia, con la concelebrazione eucaristica presieduta dall’allora arcivescovo Giuseppe Chiaretti e dal suo predecessore Ennio Antonelli (vedi foto allegata), nasceva l’associazione “Alle Querce di Mamre”. Un’opera rivolta principalmente all’accoglienza di ragazze madri, donne in gravi difficoltà e minori in affido, senza fare distinzioni di fede e nazionalità, che aveva ricevuto il riconoscimento ecclesiale il 4 giugno 1995, solennità di Pentecoste. Il progetto di quest’opera di carità era maturato dopo che alcune famiglie avevano sentito l’esigenza di «vivere insieme il valore dell’accoglienza, sull’esempio di Abramo che, ospitando tre pellegrini “alle Querce di Mamre (Genesi 18,1), ha accolto nella sua tenda Dio stesso».</p>



<p><strong>Il programma del 25° anniversario.</strong> Domani, domenica 9 ottobre, alle ore 17.30, presso la tensostruttura parrocchiale di Cenerente, con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, si rinnoverà e ricorderà la costituzione dell’associazione “Alle Querce di Mamre” fortemente voluta dal venerabile Vittorio Trancanelli (1944-1998) insieme alla moglie Rosalia Sabatini e ad altre famiglie. A seguire, presso la vicina sede dell’associazione, ci sarà l’incontro “25 anni insieme”, con testimonianze sulla vita e sulle attività di quest’opera. Attività portate avanti in stretto rapporto con la Caritas diocesana. La missione dell’associazione si fonda sulla preghiera, sulla comunione dei beni, sull’accoglienza e sulla laicità dell’esperienza.</p>



<p><strong>La missione dell’associazione.</strong> È ispirata all’accoglienza cristiana di persone in gravi difficoltà, anche a seguito di malattie, in particolar modo a famiglie, collaborando, oltre che con la Caritas diocesana ed altre realtà socio-caritative di espressione ecclesiale, con strutture pubbliche (es. Servizi sociali territoriali, Tribunale dei Minori, ecc.). Per quest’accoglienza vengono messe a disposizione sia le abitazioni dei soci sia gli appartamenti in affitto e gestiti dall’associazione a Cenerente, costituenti la “Casa dell’accoglienza Alle Querce di Mamre”.</p>



<p><strong>Una famiglia sempre in crescita.</strong> «Per l’opera svolta in 25 anni dall’associazione, fondata dal venerabile Vittorio Trancanelli, non possiamo non esprimere tutta la nostra viva gratitudine come Chiesa e come comunità civile». A sottolinearlo è don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana, nel definire “Alle Querce di Mamre” «una famiglia sempre in crescita, che ha accolto nel suo primo quarto di secolo di attività centinaia di persone giovani e adulte e continua a farlo, contribuendo a ricostruire reti sociali attorno a queste persone con il calore umano e la preghiera e compiendo gesti di tenerezza e di condivisione».</p>



<p><strong>Testimoni dello spirito missionario.</strong> «“Alle Querce di Mamre” si pratica quell’accoglienza missionaria di prossimità che papa Francesco ci invita a vivere ogni giorno nella nostra vita cristiana, aiutando il malato, il diversamente abile, il disagiato, il sofferente nel corpo e nello spirito. L’associazione del venerabile Trancanelli, che della sua professione di medico chirurgo ne fece una missione, un altare, facendolo diventare un “santo in sala operatoria e nella vita”, incarna non poco questo spirito missionario, soprattutto quel “Di me sarete testimoni”<em> (At 1,8)</em>, che è il tema scelto dal Papa, tratto dagli <em>Atti degli Apostoli</em>, per la Giornata mondiale missionaria 2022 che anche a Perugia vivremo domenica 23 ottobre».</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°976</title>
		<link>https://www.caritasperugia.it/comunicato-stampa-n976/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 10:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[Perugia: Celebrata al “Villaggio della Carità” la Giornata mondiale Alzheimer e i 25 anni di A.M.A.T.A. Anche per l’Alzheimer la migliore cura è la prevenzione. Più attenzione dalle istituzioni rispetto [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Perugia: Celebrata al “Villaggio della Carità” la Giornata mondiale Alzheimer e i 25 anni di A.M.A.T.A. Anche per l’Alzheimer la migliore cura è la prevenzione. Più attenzione dalle istituzioni rispetto al passato</strong></p>



<p>«E’ più che positivo il bilancio di questa Giornata mondiale Alzheimer celebrata alla Caritas diocesana di Perugia insieme ad A.M.A.T.A. Umbria che compie oggi 25 anni di attività. Nel 1997, quando la nostra associazione è nata, non c’era nulla in Umbria per aiutare i malati e le loro famiglie. Oggi abbiamo molti motivi di speranza, perché, in ambito regionale, c’è un’attenzione, è operativo un tavolo delle demenze dove non si parla solo della malattia e di chi la cura, ma anche delle necessità dei malati e delle loro famiglie». A sottolinearlo è stata la geriatria Annalisa Longo, presidente di A.M.A.T.A. (Associazione Malati Alzheimer e Telefono Alzheimer) Umbria odv, a margine di una tavola rotonda tenutasi il 21 settembre, Giornata mondiale Alzheimer, al “Villaggio della Carità” di Perugia. Sono intervenuti l’assessore comunale alle Politiche sociali, Edi Cicchi, la responsabile regionale Assistenza territoriale-Settore demenze, Paola Casucci, il direttore S.C Geriatria, Università degli Studi-Azienda ospedaliera S. Maria della Misericordia, Patrizia Mecocci, la referente regionale Tavolo demenze Istituto Superiore Sanità, Annalaura Spinelli, il direttore sanitario della Residenza protetta “Fontenuovo”,  Simonetta Cesarini, e il responsabile sanitario Fondazione “Creusa Brizi Bittoni”, Giuseppe Menculini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f3-1024x574.jpg" alt="" class="wp-image-1423" srcset="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f3-1024x574.jpg 1024w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f3-300x168.jpg 300w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f3-768x430.jpg 768w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f3-1536x860.jpg 1536w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f3.jpg 1980w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>L’amore per gli anziani.</strong> Il direttore della Caritas diocesana, don Marco Briziarelli, nel portare il saluto dell’organismo pastorale operativo della Chiesa impegnato da anni a sostenere anziani e loro familiari in difficoltà, ha parlato della sua esperienza diretta con l’Alzheimer. «Dal 1996 al 2012 la mia famiglia – ha raccontato – è stata visitata dall’Alzheimer…, una nonna fantastica che per sedici anni è stata malata. Aver potuto avere accesso ai centri diurni è stato un grande respiro per la mia famiglia. Papà e mamma erano giovani e scelsero di accompagnare in casa la nonna nel percorso della sua malattia, ma se fossero stati anziani avrebbero avuto necessariamente bisogno di un aiuto esterno, come accade per tante famiglie. L’esempio che ho vissuto in casa, quello dell’amore alla nonna, è stato uno degli esempi più grandi di vita che cerco di portare anche in Caritas. Nel 2021 sono stati fatti 60.000 interventi di carità e 10.000 persone sono state ascoltate tra cui diverse con problemi di solitudine nel cammino di vicinanza alle demenze».</p>



<p><strong>Povertà non solo materiale.</strong> «È per me una gioia immensa che la Caritas possa essere cassa di risonanza di quanto è emerso in questo incontro – ha proseguito il sacerdote –. Affrontare anche questa patologia, che crea una condizione di povertà non solo materiale, rientra nella missione della Caritas: dare voce a tutte le forme di povertà! Negli ultimi due anni segnati dalla pandemia, abbiamo portato avanti i progetti “Argento vivo” e “Fili d’argento” per aiutare gli anziani scivolati nell’isolamento sociale. Speriamo di aver contribuito, anche se in maniera minima, alla prevenzione, perché, aver visto arrivare al “Villaggio” anziani stanchi, soli…, e ripartire in gruppo con il sorriso, con il desiderio di relazionarsi anche con momenti conviviali e visite a musei…, è molto importante».</p>



<p><strong>Prevenire, meglio che curare.</strong> Sulla necessità della prevenzione si sono soffermati tutti gli intervenuti. La presidente di A.M.A.T.A., richiamandosi alle parole dell’assessore Cicchi, ha apprezzato «la nuova progettualità del Comune di Perugia, che, non solo ha risposto alle nostre richieste di fare del capoluogo umbro una “città amica delle persone con demenza”, ma in una esperienza di co-housing ci sarà uno spazio dover portare le nostre attività di stimolazione cognitiva importantissima nelle persone anziane con o senza lievi problemi di memoria, per prevenire l’insorgenza della malattia o posticiparla il più possibile. La stimolazione cognitiva che si fa nei centri diurni – ha concluso la geriatria – è necessaria soprattutto nei malati già con demenza conclamata, perché impedisce il peggioramento rapido della malattia, aiutando a mantenere le funzioni residue. Gli stessi centri diurni hanno anche il grande beneficio per i familiari nel consentire loro di avere delle ore per altre attività mentre il malato è impegnato nella struttura».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="603" src="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f1-1024x603.jpg" alt="" class="wp-image-1424" srcset="https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f1-1024x603.jpg 1024w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f1-300x177.jpg 300w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f1-768x452.jpg 768w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f1-1536x905.jpg 1536w, https://www.caritasperugia.it/wp-content/uploads/2022/10/giornata-mondiale-alzheimer-al-villaggio-carita-insieme-a.m.a.t.a.-umbria-f1.jpg 1898w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Le iniziative messe in campo.</strong> Intanto, sempre presso il “Villaggio della Carità”, da metà ottobre a metà di novembre, il mercoledì pomeriggio, si terranno degli incontri per familiari e volontari promossi da A.M.A.T.A. in collaborazione con la Caritas (per maggiori info: <a href="http://www.amataumbria.it" target="_blank" rel="noopener">www.amataumbria.it</a>). La stessa Caritas ha avviato i summenzionati progetti riguardanti, in particolare, i laboratori di musicoterapia, di tecnologie digitali per come utilizzare al meglio cellulari e pc, di cucina, di orticoltura e di cucito creativo. Inoltre, attraverso la mensa “Don Gualtiero”, attiva dallo scorso maggio, gli anziani possono consumare il pasto non più in solitudine, ma in un ambiente dove si tessano nuove relazioni.</p>
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		<title>Comunicato Stampa n°975</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 09:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[Perugia: Al “Villaggio della Carità” la Giornata mondiale dell’Alzheimer, un’iniziativa promossa nell’ambito del progetto Caritas “Fili d’argento” insieme all’A.M.A.T.A. Umbria operativa da 25 anni Si terrà mercoledì mattina 21 settembre [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Perugia: Al “Villaggio della Carità” la Giornata mondiale dell’Alzheimer, un’iniziativa promossa nell’ambito del progetto Caritas “Fili d’argento” insieme all’A.M.A.T.A. Umbria operativa da 25 anni</strong></p>



<p>Si terrà mercoledì mattina 21 settembre (ore 9.30-12.30), presso il “Villaggio della Carità” di Perugia (via Montemalbe 1, zona via Cortonese), Sala “Don Giacomo Rossi”, una iniziativa di rilevanza sociale promossa in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, che vede coinvolte la Caritas diocesana e l’A.M.A.T.A. Umbria odv, l’Associazione Malati Alzheimer e Telefono Alzheimer, nata nel capoluogo umbro 25 anni fa grazie all’opera di un gruppo di geriatri, volontari e familiari impegnati nell’assistenza di anziani e malati di Alzheimer.</p>



<p><strong>Fili d’argento.</strong> È un’iniziativa che rientra nel progetto “Fili d’argento” della Caritas diocesana avviato lo scorso ottobre, un sostegno concreto della Chiesa alla popolazione anziana autosufficiente. Il progetto “Fili d’argento” comprende, attualmente, i laboratori di “orticoltura” e di “cucito creativo”, entrambi ospitati nel complesso del “Villaggio della Carità”.</p>



<p><strong>Dati Alzheimer.</strong> Al centro della mattinata dedicata all’Alzheimer è in programma una tavola rotonda con intervalli musicali, che vedrà intervenire studiosi ed esperti di una patologia che in Italia colpisce più di un milione di persone e nella sola Umbria ne sono affetti oltre 10mila anziani. Da recenti studi risulta che questa patologia nei Paesi sviluppati è in diminuzione, mentre preoccupa non poco l’aumento in quelli sottosviluppati, <em>in primis</em> del continente africano. Si nota un costante decremento dell’Alzheimer nei Paesi in cui le condizioni di vita, di cure sanitarie e di socialità sono elevate, ma i dati promettenti potrebbero subire un’inversione se si dovessero accentuare situazioni di povertà dovute al persistere della crisi economica.</p>



<p><strong>Partecipanti.</strong> Interverranno alla tavola rotonda Paola Casucci, responsabile regionale Assistenza territoriale - Settore demenze, Patrizia Mecocci, direttore S.C Geriatria, Università degli Studi - Azienda ospedaliera S. Maria della Misericordia di Perugia, Annalaura Spinelli, referente regionale Tavolo demenze Istituto Superiore Sanità (ISS), Simonetta Cesarini, direttore sanitario della Residenza protetta “Fontenuovo”, e Giuseppe Menculini, responsabile sanitario Fondazione “Creusa Brizi Bittoni” di Città della Pieve. Porteranno il loro saluto Edi Cicchi, assessore comunale alle Politiche sociali di Perugia, don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana, e la geriatra Annalisa Longo, presidente A.M.A.T.A. Umbria.</p>



<p><strong>25 anni di A.M.A.T.A.</strong> Quest’associazione si è costituita il 5 settembre 1997 con l’intento di riunire familiari, operatori, volontari e persone per difendere i diritti delle persone con demenza e delle loro famiglie mediante azioni di: 1) formazione del personale di assistenza e cura, 2) sensibilizzazione della comunità civile e stimolo alle istituzioni, 3) sostegno ai familiari. In 25 anni l’associazione si è contraddistinta sul territorio per la capacità di coniugare il sapere accademico a proposte tarate sui bisogni dei destinatari grazie ad una costante sinergia con la Sezione di Geriatria dell’Università degli Studi di Perugia. Ripercorrendo un po' la storia hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora dei contributi importanti le pubblicazioni, le giornate formative, i corsi rivolti a familiari e volontari, le iniziative rivolte alle persone con demenza e ai loro familiari e la cura dei rapporti con le istituzioni.</p>
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